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mercoledì 15 febbraio 2012

Pedro Salinas - La voce a te dovuta




Pedro Salinas era un austero e colto professore universitario.
Ha tradotto Proust in spagnolo. Ha insegnato letteratura a Siviglia e poi negli Stati Uniti, dove si trasferì ai tempi della guerra civile spagnola.

Il poeta d'amore che non t'aspetti.
Non solo per la sua biografia, ma anche perché del linguaggio della poesia d'amore lui è stato un innovatore profondo, rivoluzionario. Un fatto di linguaggio, certo. Un fatto di immediatezza e apparente semplicità, anche. Questo lo dicono e lo rilevano ormai tutti, critici e lettori.
Ha pubblicato molte raccolte di poesie. La più bella e importante l'ha titolata "La voce a te dovuta". E già scavare questo titolo consuma il pensiero.

Allo scarabocchiante piace soprattutto per due ragioni.
La prima è la stessa la ragione per cui ama tutta la letteratura che fa irrompere il sogno nella realtà. Quella  per cui non distingui più ciò che realmente è e accade (i fatti, i corpi, le cose) con ciò che la nostra mente produce (la fantasia, il sogno, ma anche l'atmosfera con cui la mente percepisce certi luoghi o certi paesaggi o certi non-luoghi come le stazioni, gli aeroporti, il bar di un albergo sconosciuto in una città non visitata).

" [...] La realtà è un sogno.Se sogniamo 
che la pietra è pietra, questo è la pietra. 
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste 
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. [...] "

La seconda ragione è che  riesce a fare analisi di se, introspezione profonda attraverso il dialogo con qualcuna fuori da se;  qualcuna che è oggetto di amore.
L'amore di Salinas è un amore sospeso nel nulla, forse non corrisposto o forse si, da una figura di donna che resta avvolta nel mistero, nell'oscurità.
La cosa straordinaria è che questa donna non perde carnalità, fisicità. E' oggetto del desiderio. Ma quasi sempre è un desiderio al buio. Compresso, che ha paura di sè, che non trova coraggio e condizioni per manifestarsi.
Per  tornare a trovare aderenza con la realtà si accontenta della sopravvivenza fugace di un ricordo, di un'orma sulla sabbia, di un dolore.

Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell'anno
da dove vieni
nell'amore con lei
e tutto ciò che fu.
In quella realtà
sommersa che nega se stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d'essere stata nient'altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.
La tua verità mi assicura
che niente fu menzogna.
E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un'altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.

L'amore somiglia ad un miraggio, un inganno, una chimera irraggiungibile, un  premio negato, di cui non si è stati degni.
Ma non per questo cessa di essere sognato.

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.

Non solo. Quel che l'amore produce nel profondo di sé viene accolto ed accettato come la sopravvivenza interiore di qualcosa che ci trascende. 

Si, al di là della gente
ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Al di là, più in là, più oltre.
Al di là di te ti cerco
Non nel tuo specchio e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre.
Al di là, ancora, più oltre
di me ti cerco. Non sei
ciò che io sento di te
Non sei
ciò che mi sta palpitando
con sangue mio nelle vene,
e non è me.
Al di là, più oltre ti cerco.
E per trovarti, cessare di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai al di là di tutto,
sull'altra sponda di tutto...
...per trovarti...

Salinas era un austero mistico dell’amore.