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venerdì 13 gennaio 2017
sabato 18 gennaio 2014
I droni, i managers e "lo spirito del capitalismo"
Pare che il mondo sia destinato a popolarsi di droni. Chi non sa cosa sono può approfittare per informarsi di
questa notiziola. Non a caso parla di
un'azienda globale che sta forse sulla frontiera più avanzata della
produzione di profitto, Amazon.
Val la pena di approfondire. Anche se qualcuno dice che la è la notizia ad essere un "pacco" pare proprio che in ogni caso fra qualche tempo (neanche troppo) i droni entreranno davvero nella nostra vita.
Finché se n'è parlato per usi militari, l'esistenza di
questi aeromobili a pilotaggio remoto, confessiamo che ci ha intrigato fino a
un certo punto. Gli scenari militari non sono la nostra passione. Ma l'idea di
un fattorino portalibri drone ha cominciato a far allacciar sinapsi. A un certo punto ci è nato un sospetto e abbiamo cominciato
a guardarci intorno.
Così abbiamo cominciato a vederli. Perchè i droni in realtà ci
sono già.
Siamo all'ultima fase di sperimentazione, quella sull'uomo.
Non stiamo elucubrando astrazioni. Basta andare per esempio in una qualsiasi grande azienda commerciale multisede per vederli. L'esecutore senza pilota, a comando remoto, è già diffusissimo. Stanno modificando rapidamente tutte le macchine umane a contratto. Introdotto il condizionamento della precarizzazione, marginalizzato il potere contrattuale del lavoratore e disattivato progressivamente il firewall dal pannello della sicurezza sindacale, che impedivano o limitavano il controllo a distanza della produttività (dal controllo mensile si è passati a quello settimanale, ma quello in tempo reale è già in fase di rilascio), ogni dipendente, a qualsiasi livello e per qualsiasi mansione, si può ormai gestire a distanza. Cosa fa, quanto fa, come lo fa: è tutto regolato da un software che manda e riceve messaggi elettronici (mails, report, tabelle, classifiche). Persino le pause sono monitorate e regolate: numero, causa, durata, costo. Basta uno smartphone, appunto, come con i droni.
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