Ci capita, di trovarci in sintonia con certi poeti.
"Non occorre titolo": può capitare anche con un Nobel, perchè no?
Con questa donna ci è capitato. Innanzitutto per l'andamento discorsivo, inusuale tra i poeti, prosaico del linguaggio, simile ad una riflessione fatta tra sè e sè, amara e ironica. E poi per la mobilità dello sguardo, che si sposta da un evento apparentemente comune, una visita medica, la scoperta di un nuovo pianeta, l'osservazione di un quadretto, alle pieghe della Storia e ai pensieri più propriamente filosofici sul senso dell'esistenza.
C'è un tema forte, tra gli altri: è quello della relatività del tempo, di come sia doloroso mutare mentre tutto intorno resta immobile e del desiderio di trattenere la vita, incapaci come siamo di accettare la nostra esistenza a termine.
Tuttavia non c'è disperazione, ma quasi un invito a cogliere la gioia e la pienezza dell'istante.
"Non c'è vita
che almeno per un attimo
non sia stata immortale".
E' in queste inquietudini che ci ritroviamo. In sintonia.
NON OCCORRE TITOLO
di Wislawa Szymborska