Come “Lonesome Dove”, un bel romanzo sulla Nuova
Frontiera, sul West insomma e quindi sulle fondamenta degli Stati Uniti. Un
libro del ’58, che è, anche questo, già
revisionista. Perché guarda al fenomeno storico per quello che fu e non
si allinea alla mitizzazione cinematografica con i suoi manicheismi. Gli
ingredienti (il pistolero, il duello, il cow boy, il saloon, la prostituta, il whisky,
lo sceriffo e via dicendo) ci sono
tutti, ma riportati ai loro chiaroscuri autentici e soprattutto alla loro realtà
storica. Sottoscrivo in grassetto e sottolineato quando l’autore dice che “il
compito della letteratura romanzesca è la ricerca della verità, non dei fatti”.
Ed alla verità di quella storia questo romanzo dà un contributo importante.
