E’ uscito qualche tempo fa un libro ricco di spunti e di immagini, di Lorenzo Renzi,
titolato “Proust e Vermeer”. Il
tema è la "Veduta di Delft" di Vermeer e il suo “muretto giallo”. Il quadro sta al centro di
una delle scene più celebri de La
Recherche: quello della morte dello scrittore Bergotte.
Il libro intanto, dimostra che quello non è un muretto,
perché è in realtà un tetto. E non
è giallo perché il colore riproduce solo il riflesso del sole. Poi documenta anche la fondatezza di tutti i dubbi
sull’episodio della vita reale di
Marcel che finora si era ritenuto essere una delle fonti di ispirazione. La visita, alla mostra al Jeu de Paume a Parigi, dove era esposto il quadro, pare non ci sia mai stata.
Eppure significato e senso di quelle pagine restano intatte.
L’imprecisione, la deformazione del reale non solo non sono di ostacolo alla
creazione letteraria e al dispiegarsi del senso della narrazione, ma ne sono anzi una condizione fondante.
È un testo tutt'altro
che pedante. Al contrario, si legge con vero piacere. E la tesi è di quelle che
stimolano.
