Questo libro ha tre grandi meriti.
Il primo è quello di avermi fatto ricordare le poche righe del commento-recensione che Giorgio Manganelli dedicò all’uscito del romanzo “Il padrino” di Mario Puzo (l'ho copiato in calce). E in particolare mi ricordavo la formidabile citazione di Scheiwiller: "non l'ho letto e non mi piace". È esattamente così. Il libro della Gruber non l’ho letto e non mi piace. Un buon lettore (non solo un lettore professionista, come dice Manganelli, anche un lettore amatoriale “forte”) ha come prima qualità quella di sapere quali libri non leggere. E questo di sicuro è uno di quelli.
Poi oggi, con l’iPad, tra il leggere e il non leggere il confine è permeabile e ho approfondito. Quello che segue è il risultato.
