KHORAKHANE' ovvero
LA FORZA DI ESSERE VENTO
Questa canzone mi ha fatto fin dal primo ascolto in concerto, nel '98, uno stranissimo effetto. Un effetto tutto fisico: semplicemente, mi colpisce nel corpo.
Insomma, confesso impudicamente che questa canzone mi fa salire i brividi. Brividi veri, intensi. Sempre. Immancabilmente. Anche se la riascolto dieci volte di fila.
Proprio per questo invece, ho sempre cercato di ascoltarla con parsimonia. Ed anche perchè intuivo, senza capire perchè, che si trattava di brividi di tragedia, di una commozione triste ed esaltante insieme.
Non tutta la canzone mi produce questo effetto però.
E' una canzone che racconta l'orgoglio Rom:
è l'elegia della vita nomade, l'esaltazione della vita come viaggio,"per la stessa ragione del viaggio, viaggiare".
Sono solo le ultime due strofe, quelle "tremende".
Le canta, in un minuto ed in lingua Rom,
Luvi De Andrè, per me una delle più belle voci italiane di sempre
(e, dai più, sconosciuta) .