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lunedì 28 maggio 2018

Lamento di Portnoy di Philip Roth



Non c’è modo migliore di lenire il dolore per  la morte di uno scrittore sentito come amico, profondamente amico, che rileggere il libro col quale l’amicizia è nata. Non è necessario che sia il suo libro migliore (nel caso di Roth resta Il teatro Sabbath). Quel che importa veramente è provare a ritrovare nei meandri della memoria le emozioni che ci sono venute dal primo sguardo sul suo mondo. Se non altro, è una cosa che serve  a capire com’è che poi abbiamo dovuto leggere praticamente tutto quello che ha scritto; com’è che nei successivi decenni, almeno una volta l’anno abbiamo sentito  il bisogno di ritrovarlo. E siamo sicuri che adesso che lui non c’è più, questo bisogno lo sentiremo ancor più forte.