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lunedì 20 agosto 2012

"Lasciami sola": Marcelle Sauvageot e la fine dell'amore.

L'editore Guanda ha reso introvabile questo libro. Peccato per loro e per l'onta che gliene viene. Peccato per tanti lettori italiani, ancor oggi privati della possibilità di leggere pagine splendenti. Per quel che possiamo, vogliamo contribuire a conservarne viva la memoria e la curiosità, in attesa che, come un diamante, qualcuno le riporti alla luce .




È un libro sull'abbandono, sull'amore bruciato.
Di modi di reagire all'abbandono in amore e di raccontarlo ce ne sono tanti.  Quello di Sophie Call, segnalatoci dal nostro blog amico  Senzadedica, qui, è forse il più originale.
Questo è di sicuro tra i più lucidi e sinceri.
E' un libro sull'amore ingannato anche: forse mai veramente corrisposto ed alla fine unilateralmente rimosso, senza troppo badare alle forme e senza la sostanza del rispetto.  In questo caso, bontà sua, di lui,  con una lettera (oggi basta un sms) che viene recapitata "a freddo", mentre la donna sta andando in sanatorio. Le notifica che lui sposa un'altra, quella con cui aveva già un rapporto (ed anche quel rapporto, con lei, l'aveva rinnegato, prima di tornare a preferirlo). Per essere un capolavoro di ipocrisia e di reticenza, si conclude, come spesso capita, con una profferta compensativa di amicizia e di rituali di buone maniere.
Marcelle Sauvageot  scrive di getto in preda al primo dolore, lancinante. Non scrive una lettera di risposta: "Non ti scrivo perchè il modo in cui sono andate le cose mi ha offeso". Scrive invece quello che chiama in origine un "Commentaire", destinato ad un uso intimo, dove argomenta per sè il suo  rifiuto. Si interroga ed amaramente si auto-irride: "Sarà un'amicizia deliziosa, la nostra; ci manderemo tante cartoline dai posti in cui andremo in vacanza e tanti dolcetti al cioccolato per le feste. Ci scambieremo visite; ciascuno rivelerà i propri progetti all'altro solo nel momento in cui si realizzeranno, tanto per ferirlo un pò ed evitare la sua commiserazione in caso di sconfitta; sosterremo di essere come sembriamo e non come siamo veramente; ci diremo molte <grazie> e molti <scusate>, parole compiacenti che si pronunciano senza pensare. Saremo amici. Credi che sia proprio necessario?"