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giovedì 25 novembre 2010

Harry Potter e i doni della morte: italian mode.

di  Artemisia

La consacrazione ad icona nell'immaginario collettivo di Harry Potter & Co, più che alla saga letteraria (tradotta in 69 lingue, da far invidia agli Stevenson e ai Salgari) è dovuta alla trasposizione cinematografica.
Inutile far confronti, i codici comunicativi sono diversi, anche se è davvero incontestabile che l'impatto con lo schermo è più immediato, semplice, rapido rispetto a quello con la pagina scritta; leggere costa tempo, fatica e immaginazione.



I personaggi creati dalla Rowling sono fortemente caratterizzati: anche il loro linguaggio è diverso, "parlano" un inglese non standard, variato, che serve ovviamente a rafforzare il ruolo, la "maschera" che interpretano.
Nella versione filmica in inglese, la caratterizzazione è più marcata.