In quanto a originalità e stravaganza in effetti scherza per niente qui Saunders. Già solo tecnicamente, come costruzione narrativa, è roba audace assai. Incastro di pezzi di testimonianze vere e di fantasia (con tanto di estremi delle citazioni, autentiche e inventate) attorno al decesso del figlio bambino di Lincoln e di quel che ne seguì, nella realtà e nell’immaginazione. Da questo punto di vista un’opera di bravura. Soprattutto perché incredibilmente si fa leggere; anche con piacere. Il ritmo paradossalmente guadagna da questa struttura modello Lego. Gli incastri sono veramente perfetti, i personaggi si fanno riconoscere subito (prima di leggere in calce di chi si tratta), i cambi di scenario sono agili, i tempi di respiro della lettura sono ben cadenzati. Insomma, un romanzo scritto seduto sul filo dell’acrobata, ma bene.
