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giovedì 25 novembre 2010

Harry Potter e i doni della morte: italian mode.

di  Artemisia

La consacrazione ad icona nell'immaginario collettivo di Harry Potter & Co, più che alla saga letteraria (tradotta in 69 lingue, da far invidia agli Stevenson e ai Salgari) è dovuta alla trasposizione cinematografica.
Inutile far confronti, i codici comunicativi sono diversi, anche se è davvero incontestabile che l'impatto con lo schermo è più immediato, semplice, rapido rispetto a quello con la pagina scritta; leggere costa tempo, fatica e immaginazione.



I personaggi creati dalla Rowling sono fortemente caratterizzati: anche il loro linguaggio è diverso, "parlano" un inglese non standard, variato, che serve ovviamente a rafforzare il ruolo, la "maschera" che interpretano.
Nella versione filmica in inglese, la caratterizzazione è più marcata.
" Harry per esempio parla cockney, cioè l'inglese dei borgatari, Ronald parla come il ragazzo di campagna, Hermione invece parla come una signorina di buona famiglia pure un po' supponente, Silente parla in modo affettato e antico." *
Il doppiaggio italiano è stato meno sensibile a queste variazioni linguistiche: nessuno dei personaggi parla un italiano "colorato" da inflessioni dialettali o gergali.
Almeno fino ad "Harry Potter e i doni della morte" parte prima.


Andy Linden / Mungundus

Qui compare Mundungus Fletcher.
Il personaggio viene citato nei romanzi precedenti, ha un ruolo attivo dal 5° libro, ma le sequenze non sono state trasposte nel film, prima.
Nella versione inglese Mundungus "parla un inglese pasticciato e basso con un miliardo di inflessioni: italiane, slave, indiane, hyddish; in pratica è uno zingaro, un immigrato. Non si capisce da dove viene, certo si capisce che non è inglese e che è uno che ha vissuto di espedienti." *
Conformemente alla sua tipizzazione, ovvio.
Mungundus è un ladro, un ricettatore, un opportunista. E' un pavido, nello scontro con i mangiamorte molla la battaglia e batte in ritirata e lascia che Malocchio Moody,  ci rimetta le penne.
E' suzzuso quanto basta e chiagnone all'occorrenza (e poco importa se alla fine mostrerà il cuore d'oro, ci vorrà un altro anno prima che i non-lettori scoprano la sua natura buona).
Ebbene, egli è l'unico ad avere un' inflessione dialettale nel doppiaggio italiano.
Ma quale sarà mai, l'accento così fortemente caratterizzante?
Milanese, fiorentino, romanesco?
Naaa.

http://www.youtube.com/watch?v=AMpytmdT8hs

E non ci sarebbe nulla di male, se, e dico se, anche gli altri attori fossero caratterizzati nel linguaggio, così come nella versione inglese.
Immagino che sia stata scelta oculata.
Che cosa simpatica e divertente!
In modo solitario, messa così, la macchietta sembra più voler veicolare in modo subdolo un luogo comune, rafforzare sotterraneamente un pregiudizio. Mah.
(chissà quanti spettatori se ne sono accorti).


* (rilevazione effettuata da esperta traduttrice di lingua inglese)