domenica 15 novembre 2015

Parigi e il nostro vecchio demone


Non è una novità che a volerci far paura siano quelli di noi che si sono voluti fanatici di un'idea. 

Non è una novità neppure che la loro mente sia abbagliata da un libro, uno solo 
(troppo pigri, troppo spaventati, con troppo poco tempo, troppo poco respiro e troppo poco spazio mentale liberi, per provare a leggerne qualcun altro). 

Non è novità che un dio vivente abbia risucchiato dalle pagine  di un libro la loro vita, anziché arricchirla di altre vite come pure i libri sanno fare così bene.

Non è una novità che a volere la nostra vita sia chi pensa di non averne per sé una migliore da vivere. 

Non è una novità che ci sia chi faccia la scelta della rabbia e si lasci esplodere per cercare in un istante di dare un senso e uno sbocco purificatore a speranze, alla voglia di costruire qualcosa.

Non è una novità che si scelga di sgombrare la strada per costruire un mondo migliore in un qualche aldilà dei mondi e della storia cominciando col cancellare quello che c'è.

Non è una novità infine e in fondo che chi li guarda, come noi, annientarsi annientandoci, non riconosca in loro il nostro vecchio demone. Quello che anche noi un tempo avevamo incontrato  tra le pagine di un libro. Quello che anche noi avevamo riconosciuto come il nostro dio vivente.

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