domenica 3 marzo 2013

Guia Soncini e la sconfitta annunciata del PD


                                                                                

     Alla fine del 2011, il PD organizzò gli Stati    
     Generali Della Cultura.


     Guia Soncini fece un discorsino condito da due
     spezzoni di film: uno all'inizio e uno alla fine.
     Azzeccatissimi.
 

     Una cosa molto, molto divertente, ma anche
     lucida e  disperante.

     Va assolutamente riascoltato. Per due ragioni.


Intanto perché ha un tasso profetico stupefacente,  all'indomani delle ennesime elezioni perse in due decenni dal PD e dai suoi vari precursori evolutivi (si fa per dire).

In secondo luogo perché fotografa il contributo prezioso e determinante che l'intellettuale  di sinistra  italiano ha dato a quella travolgente progressione di sconfitte.

(E che "nessuno si senta escluso": ci sono dentro tutti quei cittadini italiani genericamente progressisti che fanno una vita intellettuale di una apprezzabile intensità. Quelli per intenderci che leggono qualche decina di libri l'anno e che vanno al cinema, al teatro ed ai concerti più o meno regolarmente. Si riconoscono quasi tutti dal fatto che sono indignati per il modo in cui la maggioranza dei loro concittadini vota e mostra di pensarla.)


Non si è trattato di sconfitte qualunque. Sono sconfitte rimediate nell'arco di ben vent'anni, vale ripeterlo,  e contro gli avversari politici tra i più improbabili e  improvvisati  della storia universale: Bossi, Berlusconi, Grillo & Casaleggio.

A ciò si aggiunga che il cosiddetto 'centrosinistratuttoattaccato' ha perso anche quando ha vinto elettoralmente, visto che due volte su due si è autodisintegrato a pochi mesi dal voto.

Se non bastasse, metteteci pure che quella stessa stirpe politica, con la sua ampia corte e il suo vasto humus intellettuale, con il PCI, veniva da altri cinquanta anni di opposizione e quindi di sconfitte. 
Cosa mai accaduta e consentita a nessun movimento o partito al mondo. 

Eh si: vale propria la pena di riascoltarla la Soncini. 
Che simpatica poi che è! 
Per farcela piacere bastava anche solo quella citazione di Fantastichini in "Ferie d'agosto"...