venerdì 24 febbraio 2012

"Una roba implicita"

Alessandro Piperno è un lettore attento di Proust. 
Gli ha dedicato la tesi di laurea, peraltro introvabile. In qualche misura gli ha dedicato la vita, visto che insegna Letteratura Francese a Roma. 
Consola che anche lui, citando un altro grande proustiano, Walter Siti, dichiari quanto sia facile smarrire la memoria nelle pagine della Recherche.
Ma qui dice una cosa che non riguarda solo Proust.
In un inciso tira fuori una frasetta che racchiude un modo di intendere la letteratura, la creazione e la raffigurazione di mondi attraverso le parole.
E la frasetta dice 
"La letteratura è questa: una roba implicita. Quindi scomparsa una parete è scomparso un mondo".

La parete è quella delle scale della casa di Proust bambino. 
Il mondo è quello della sua infanzia sofferente, sommersa e inghiottita dal Tempo, il vero protagonista della Recherche. Dentro il Tempo perduto, sono ormai sprofondati la madre, il padre, l'episodio mitologico del "bacio della buonanotte". 
E' verissimo. La letteratura, la grande letteratura è proprio "una roba implicita". Sono i suoi vuoti apparenti di significato che la fanno davvero grande. 
La grande letteratura è quella che traccia nella nostra mente un viottolo, lasciandolo libero dal resoconto dei "fatti". E lì in quel viottolo, senza l'ingombro del dettaglio, nel pudore e nel silenzio, indicandoci vagamente una direzione, ci lascia lanciare lo sguardo verso ciò che più risponde al nostro bisogno di conoscere, alla nostra sensibilità, al nostro gusto della bellezza. 
Lascia che noi lo percorriamo in libertà, riempiendolo di immagini, di emozioni, di pensiero, di quel che in apparenza, sapientemente, viene relegato nel non detto.


2 commenti:

  1. "Proust antiebreo" di Piperno ce l'ho, con dedica dell'autore, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e con cui ho anche avuto modo di chiacchierare a lungo di Proust :-)
    E' secondo me uno dei libri più originali e più interessanti su Proust che io abbia letto. Ci sono in particolare due idee di fondo, nel libro di Piperno, che condivido molto ma che quando il libro venne pubblicato gli attirarono un mare di critiche...Una riguarda la memoria e l'altra l'ambivalenza nei confronti degli ebrei che serpeggia in tutta la RTP.
    E' un vero peccato che questo saggio non sia stato più ripubblicato.

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Grazie per l'attenzione