giovedì 10 febbraio 2011

La nostra Madame Suzette, attenta osservatrice del linguaggio dei nostri tempi che cambia e ci cambia,  ha inviato al nostro blog questa serica e trasparente corrispondenza.


IL CAMBIO DELL'INTIMO

Le parole cambiano. Come le persone, le cose, le idee. Ci sono parole che improvvisamente tracimano, escono dagli argini, invadono campi e paesaggi linguistici fino ad allora non toccati.

"...chiusa la tua memoria nell'intimo del cor, chiusa nell'intimo del cor "
cantava cupo Riccardo in una scena chiave del “Ballo in maschera” di Verdi  rinunciando all'amore di Amelia, moglie dell'amico Renato.
La parola "intimo" assumeva qui una connotazione segreta, profonda.
Nell'intimo si rinserravano i sentimenti più nascosti, gli amori proibiti, gli odi inesprimibili.

"le intime viscere della terra","gli intimi recessi di un bosco" sono gli esempi che nel dizionario Hoepli chiariscono il significato di intimo sia nella funzione di sostantivo che di aggettivo  ("quello che si trova nella parte più interna e profonda") secondo la definizione .
Se si analizza la lessicografia dell’Accademia della Crusca troviamo l’”intimo” in onorevolissima compagnia di poeti, filosofi, trattatisti: una parola che  suggerisce gravità, riserbo; perfino una sorta di profonda e rispettabile reticenza.

Ma ora ?

Il cambio dell' "intimo" è cominciato lentamente.
Dapprima l’associazione agli indumenti  più interni, più vicini alla pelle evocavano all’inizio onesti pigiami a righe e camice da notte lunghe e accollate. Poi, è stato tutto un dilagare.

Ed ora “intimo” si trova accoppiato nelle più dubitose definizioni.
"Deodorante intimo" ancora suggerisce un’igiene profonda e accurata.
Già "intimo termico" fa pensare ad una cenetta "caliente"  magari in uno di quegli appartamenti "intimi" degli annunci immobiliari (che poi in realtà sono umidi e microscopici sottoscala).
Con "rapporti intimi" siamo già sprofondati irrimediabilmente nel gorgo del peccato.

Insomma una carriera plurisecolare all'insegna della ritrosia e del riserbo che va   in discesa libera, che naufraga nell’ambiguo, nell’ammiccante, nello spudorato perfino.

La prova delle prove?  Digitate la parola "intimo" su quella che è la  vera  Enciclopedia del nostro tempo, Google cioè,  e vedrete l'ultima illusione di pudibondi sentimenti segreti cadere, come l'ultimo fatidico velo dal corpo di una collegiale, finalmente fuggita dalle grinfie di severi educatori.

3 commenti:

  1. Madamina, il catalogo è lungo e l'argomento stuzzicante si presta a un discorso più "intimo" .Grazie per le riflessioni,
    il Vostro M.

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  2. E' vero, come dice Marco, lungo è il catalogo dell'intimo.In Italia,almeno. Nella razionalità del francese c'è meno confusione. "Intime"è il sentimento, "lingerie",gli intimi, la biancheria.
    Mi chiedo se il "cambio dell'intimo" non rispecchi, almeno un po',la mancanza di riserbo, la sfacciataggine e la volgarità dell'Italia attuale.

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  3. Le riflessioni linguistiche di madame Suzette danno le vertigini!
    (e sono divertentissime, ça va sans dire)

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Grazie per l'attenzione