giovedì 28 ottobre 2010

La gentilezza per gentili

In Spagna i ristoratori sono molto gentili.
Tapas spagnole
Quando si entra in un ristorante, specie in Andalusia, di solito, appena ci si siede, usano portarti qualche ciotola di assaggini di cose sfiziose.
E' storia famosa. Le chiamano tapas.
Sono degli antipastini caldi o freddi: carne di maiale, polpettine oppure acciughe marinate o seppie fritte o baccalà o anche quadratini di frittata; può essere di tutto insomma e di solito si tratta di cose molto gustose. E' un atto di buona accoglienza che serve a spezzare la fame ed a dissolvere la neonatale,  insopprimibile e dolorosa incertezza sul fatto che qualcuno si stia preoccupando di nutrirci, che sempre accompagna ed amplifica la fame. Nel turista italiano, suscita il giusto entusiasmo, abituato com'è ad accoglienze di solito meno generose o, se va bene, più formali.
Eppure l'origine dell'usanza è sorprendentemente antica e feroce.
Bisogna risalire al 2 agosto del 1492, quando Isabella la Cattolica e Re Ferdinando decisero di cacciare gli ebrei dalla Spagna, dopo aver acconsentito alle richieste pontificie di istituire il Tribunale della Santa Inquisizione (Torquemada è un nome che dice tutto sull'efficienza che avrà "il servizio" in Spagna).

Gli ebrei sefarditi (iberici cioè) furono costretti a sparpagliarsi rapidamente tra l'Europa ed il nord-Africa. Tanti fuggirono in Portogallo ed andarono incontro al famoso eccidio di Lisbona del 1506. Molti andarono in Olanda, dove fondarono una colonia formidabile di commercianti di diamanti, signori della finanza, uomini d'affari che fecero la fortuna e la potenza mercantile di quel paese.
Molti altri però decisero di convertirsi pur di rimanere in quella che consideravano la loro patria. Di convertirsi o di fingere di farlo, conservando nel segreto delle case e di piccole comunità la fedeltà alla loro religione ed ai suoi riti. Nacque così la categoria dei marrani (parola che viene dall'arabo e che significa "cosa proibita"). Categoria che fu odiata e perseguitata in modo più feroce ed implacabile, se è possibile, di quanto mai lo furono gli ebrei dichiarati. I marrani venivano invidiati per le ricchezze, disprezzati per l'opportunismo, vilipesi per la falsità: scovarli, catturarli e mandarli al rogo divenne uno sport nazionale in tutta la Spagna.

Ebrei torturati dalla Santa Inquisizione
Uno degli editti promulgati per raggiungere questo ignobile scopo di persecuzione prevedeva un obbligo per i ristoratori, gli osti, i titolari di bettole e trattorie. L'obbligo consisteva appunto nell'offrire, senza attendere ordinazione e gratuitamente, a chiunque, appena entrava in questi locali per mangiare e bere, almeno una tapas.
La trappola stava nel fatto che doveva obbligatoriamente trattarsi di una tapas a base di carne di maiale.
I cosiddetti gentili o goym (i non ebrei secondo gli ebrei) normalmente non avevano problema a gradire l'omaggio; ma per gli ebrei sotto mentite spoglie era impossibile vincere anche solo il disgusto, prima ancora che la proibizione religiosa, di nutrirsi con carne "impura" .
Chi non accettava veniva segnalato dall'oste alle guardie della Santa Inquisizione prima che  abbandonasse
il locale, per gli approfondimenti, chiamiamoli così, dovuti.

Da allora nei ristoranti spagnoli è rimasta l'usanza di accogliere l'ospite con un assaggio gratuito.
Anche se, per fortuna si è persa la consuetudine di  torturare  chi   rifiuta, marrano o no che sia.

La morale?
Non sempre la gentilezza delle buone maniere ha motivazioni elevate, nella sostanza
e tanto meno nobili origini.
Tutt'altro.                     
                                                                                                                         Pietro Spina